PAESAGGIO

Si definisce paesaggio : una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni

MOTIVAZIONE

Da diversi anni l’offerta formativa della nostra Scuola pone una particolare attenzione al discorso ambientale. Quest’anno, partecipando al Concorso nazionale FAI, abbiamo scelto come tematica : Le Masserie , un bene culturale del paesaggio agrario tarantino , paesaggio così duramente colpito dall’inquinamento da diossina

Vedi scheda del progetto


paesaggio testimone " strage degli innocenti"
Visualizzazione post con etichetta STORIA DELLE MASSERIE DEL TARANTINO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta STORIA DELLE MASSERIE DEL TARANTINO. Mostra tutti i post

lunedì 22 marzo 2010

MASSERIA LA BATTAGLIA





LUNEDI'15 MARZO 2010 : TERZA LEZIONE ALL'ARCHIVIO DI STATO


 

Oggi la dott.ssa Mina Chirico ci ha parlato della masseria La Battaglia, sita in località Lama e abitata dai suoi proprietari.

In origine il termine masseria non indicava una struttura abitativa bensì una estensione di terre coltivate. In origine tutta la zona nella quale è sita la masseria La Battaglia si chiamava San Vito del Pizzo e si divideva in due frazioni:

  • una detta Li Gesuiti, appartenente alla Compagnia di Gesù, i cui membri erano ritenuti gli intellettuali della Chiesa;
  • una detta di San Martino, appartenente alla famiglia Marziotta o Mazziotta, oramai estinta. Questa famiglia, intorno alla fine del 1500, aveva concentrato nelle sue mani alcune masserie comprese in zona san martino. Nel 1634 aveva comprato per circa 1940 ducati anche la masseria dotale di una certa Maria Morrone e nel 1637 gli appezzamenti delle famiglie Tortamano e Sangermano. Nel 1640 poi acquistò altri piccoli appezzamenti la cui destinazione erano oliveti, seminativi e vigneti. Nel 1740 Giovan Leonardo Marziotta decise e la costruzione di un casino di campagna così come andavano facendo le altre famiglie, segno dell'importanza raggiunta da questi signori nella seconda metà del Settecento. Alcuni di questi erano molto elaborati da un punto di vista architettonico (casini di villeggiatura). Giovanleonardo Mazziotta affidò la costruzione del suo casino a Francesco Mazzaracchio e questo è il momento in cui nasce la masseria come la intendiamo oggi.

Alla sua morte, avvenuta nel 1758, la proprietà andò al suo unico figliolo, Domenico, ma la proprietà era gravata da enormi debiti che portarono la famiglia al fallimento. Tutti i beni vennero appezzati e venduti all'asta. Parte della proprietà venne acquistata da un certo Antonio Scialpi, che a sua volta vendette a Caterina Morelli, vedova De Beaumont, nobil donna leccese.

La famiglia de Beaumont era già proprietaria di grandi estensioni terriere, masserie e ville tra cui l'attuale villa Peripato.

Per quanto concerne la zona detta Li Gesuiti, quando nel 1767 la Compagnia fu espulsa dal Regno, tutte le sue proprietà furono date in enfiteusi e tra gli affittuari ricordiamo Giacomo Resta, Raffaele Brescia e Angelo Ristano, che erano piccoli proprietari, quasi contadini. Dopo un po' questi non riuscirono più a sopportare le spese dell'affitto (il 4%) e furono costretti a cedere il loro diritto. Caterina Morelli chiese e ottenne dal Sovrano di subentrare nell'enfiteusi e tra il 1790 e il 1795 completò la proprietà dell'intera zona detta San Vito del Pizzo.

Per successione patrilineare erediterà tutto il figlio maggiore, Giuseppe, e da una descrizione del catasto del 1815 la masseria risulta in zona La Battaglia ed era costituita da . casa rustica, giardini, casa di abitazione, vigneto, palmeto, oliveto, seminativo e una casa per coloni.

Il figlio di Giuseppe, Luigi, sposa Maddalena Monelli, marchesa di Barletta. Alla sua morte, non avendo avuto figli, tutta la proprietà viene ereditata dal figlio del fratello di Maddalena, Filippo Monelli. Sarà lui, nel 1912, a vendere alla città di Taranto quella parte di proprietà che oggi viene detta Villa Peripato e a donare la masseria detta La Battaglia alla fondazione del premio Nobel.

Gli alunni della IVA T.G.A


 

VICENDE STORICHE

La masseria Battaglia di Lama e le sue vicende storiche

Ricco ed argomentato articolo dell'archeologo Gianluca Guastella, comparso sulle colonne del quotidiano Taranto Oggi di lunedì 25 Gennaio 2010, pp. 12-13.

Storie di "battaglie, nobili e saraceni"

di Gianluca Guastella

Il cielo era terso in quell'alba del 14 settembre 1594, ma ai tarantini sembrava plumbeo, foriero di grandi sventure, a causa dei riflessi nerastri su Mar Grande di quelle cento e più galere saracene che, all'improvviso, avevano oscurato l'orizzonte. Il fatto, poi, che la flotta navale turca fosse comandata dal rinnegato messinese Sinan Bassà Cicala, il pirata con gli occhiali, massacratore di cristiani, terrore delle coste calabresi e siciliane, faceva prevedere davvero il peggio. I Saraceni sbarcarono alle Cheradi, ed occuparono l'isola maggiore di Santa Pelagia e quella più piccola di Sant'Andrea, entrambe deserte, "albergo fido/di timidi animali", utilizzate in genere dai pescatori di frodo e dai contrabbandieri. Come prima operazione militare, i Turchi attaccarono le torri costiere di capo San Vito e capo Rondinella. Sbarcarono alla foce del Tara, definito alla maniera petrarchesca "un vago e picciol fiume, / con dolci acque agli occhi chiare e belle", per provvedersi di acqua e vettovaglie o di legname per riparare le navi. Qui sorgeva una torre di vedetta custodita da pochi uomini, che venne presa d'assalto e incendiata. I custodi Storie di "battaglie, della torre vennero condotti davanti a Cicala che li interrogò per conoscere i "segreti" della città fortificata. Uno di essi descriveva con orgoglio le mura "invincibili, superbe e forti", le "due castella", cioè le fortificazioni aragonesi verso porta Lecce e la torre di Raimondello Orsini a porta Napoli, i due ponti che separavano il Mar Piccolo dal Mar Grande, la gran copia di armi e munizioni di cui era fornita e soprattutto l'animo dei cittadini pronti alle armi. Alla fine della sua descrizione il vecchio soldato esclamava, come una sfida: "Or s'espugnar bastate la cittade / itene pur", quasi a dire: "Se hai il coraggio, fatti avanti!". Allora il Cicala, "l'empio Trace", lo "Scita crudel", in un moto incontenibile di stizza uccideva barbaramente il coraggioso e incitava i suoi ad attaccare la città e a devastare con "furti e prede" il territorio. I pochi soldati spagnoli del presidio non bastavano per difendere l'ampio recinto delle mura. Furono chiamati a raccolta i cittadini che risposero entusiasti all'appello, anche se fecero "a tòr via l'armi" un po' di confusione.

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

Dal blog sulle sponde del Galeso

MASSERIA LA BATTAGLIA


La Masseria Battaglia un piccolo mondo antico da scoprire e conoscere a Lama in Contrada Battaglia. Nel nome si conserva la testimonianza di una battaglia storica

Di Vanna Bonivento ( www.proloco.org )

Ci riceve con la solita squisita eleganza lo stesso proprietario Giuseppe Fornari per gli amici Don Peppino ma detto anche "Il Principe" forse proprio per la dimora da lui abitata, un vero gioiello dell'architettura delle masserie nel territorio di Taranto: Masseria La Battaglia risalente al XVII secolo.

E' situata in Contrada Battaglia, a Lama rivolta alla strada vicinale compresa tra la provinciale dei Gesuiti, detta anche provinciale n.3 bivio Annunziata-Leporano e la provinciale Taranto-Gandoli che attraversa la contrada di Lama e Capitignano……………………………………………………

Dal sito della Pro Loco Lama

domenica 28 febbraio 2010

LA MASSERIA



La masseria è l'espressione di un'organizzazione geo-economica legata al Latifondo, la grande proprietà terriera che alimentava le rendite delle classi aristocratiche e della borghesia. Le masserie erano quindi delle grandi aziende agricole abitate, a volte, anche dai proprietari terrieri, ma la grande costruzione rurale comprendeva pure gli alloggi dei contadini, in certe zone anche solo stagionali, le stalle, i depositi per foraggi e i raccolti


Origine, storia e sviluppo : dal sito di perieghis

ATLANTE DELLE MASSERIE


Un viaggio interessante nel paesaggio agrario del tarantino il cui autore è Antonio Vincenzo Greco


lunedì 22 febbraio 2010

ATTO NOTARILE

SCHEDA DI LAVORO

TIPO DI FONTE: Atto notarile

DATA: 15 Agosto 1814

LUOGO DI PRODUZIONE: Taranto

SOGGETTO EMITTENTE: Mannarini Francesco Antonio

CONTENUTO: In questo atto notarile Ludovico Carducci dichiara che Luigi e Francesco Panarelli e la loro zia Catalda prendono in affitto la Masseria "La Carduccia" con tutti i beni che ci sono all'interno.


 

OSSERVAZIONI:

  1. Le unità di misura sono diverse dalle nostre
  2. Nulla è lasciato al caso: è un documento molto dettagliante
  3. Difficoltà nella interpretazione della scrittura che risulta diversa dalla nostra
  4. Vengono utilizzate delle abbreviazioni come nst per nostra.


 

Petkova Stjlyana , Scarcella Isabella ( IVA T.G.A)



giovedì 18 febbraio 2010

SECONDO INCONTRO ALL’ARCHIVIO DI STATO


Nel secondo incontro presso la sezione didattica dell'Archivio di stato, la dott.ssa Mina Chirico, ci ha coinvolti nell'analisi di un documento risalente al 1814. un atto notarile con il quale il notaio Mannarini, il 10 agosto del 1814, stipulava un contratto di affitto tra il nobiluomo Lodovico Carducci e i fratelli Panarelli. Oggetto: la masseria La carduccia

Abbiamo rispettato le tre fasi della ricerca.

  • inquadramento del documento
  • comprensione e traduzione
  • analisi.

il metodo di indagine storica ha come sua finalità quella di permetterci, una volta divenuti adulti, di navigare attraverso il bombardamento di informazioni che caratterizza la nostra società e di selezionare le notizie che ci interessano.

IVA T.G.A

                                    

lunedì 25 gennaio 2010

VITA CONTADINA




Le foto sono state fornite dalla dott.ssa Mina Chirico dell'Archivio di Stato di Taranto.


Le didascalie sono di Francesca e Sara Calentini

sabato 23 gennaio 2010

STORIA DELLE MASSERIE DEL TARANTINO


dall'album : Visita all'Archivio di Stato

18 gennaio 2010 - primo incontro all'Archivio di Stato –


La IV A TGA insieme alla professoressa Maria Giovanna Russo ha incontrato la dott.ssa Mina Chirico responsabile della sezione didattica dell'Archivio di stato di Taranto. La dott.ssa ha tenuto una relazione sulle masserie nel tarantino. Veramente interessante!


Caterina Marinò




L'Archivio di stato dipende dal Ministero per le Attività culturali e si occupa di conservare i documenti mettendoli a disposizione degli storici.
I documenti rispetto alle fonti scritte hanno natura giuridica in quanto incidono sugli interessi o sui diritti dal momento stesso in cui vengono scritti. Hanno sempre una motivazione contingente, ma con il passare del tempo perdono la funzione giuridica e acquisiscono un valore storico.


Michele Gravina




L'Archivio Storico della città riguarda la storia locale e conserva tutti i documenti della Provincia. II nostro Archivio contiene 40.000 unità archivistiche (fascicoli) per un'estensione di 7 chilometri di scaffalature. Il documento più antico risale al 1221. Le sale di studio sono aperte a tutti.


Giacomo Battisti






Il territorio tarantino è costellato da moltissime masserie che sono state realizzate nei vari periodi di colonizzazione. Le masserie sono una testimonianza di un sistema economico e politico fondato sul latifondo, grandi proprietà terriere. Le masserie erano grandi aziende agricole che comprendevano l'abitazione del proprietario. Gli alloggi per la servitù, le stalle, i depositi per i foraggi, gli attrezzi e i raccolti.


Veronica Chirico




Architettonicamente la definizione di masseria è molto complessa se non impossibile a causa delle successive sovrapposizioni di elementi nelle varie epoche. Inizialmente composte da una modesta dimora di pochi vani con recinti per l'allevamento , successivamente si sono completate con altri elementi perché ogni generazione che le ha abitate vi ha lasciato la propria impronta.


Francesca Calentini




Tra il VI e l'VIII secolo a.C. venivano usate principalmente per l'organizzazione della pastorizia e dell'agricoltura. Ai Romani dobbiamo la costruzione delle "Ville rustiche" e a Taranto la più importante si trova nella masseria dei Santi Pietro e Paolo, che oggi ospita una struttura alberghiera molto elegante, l'Histò. Federico II ne fece delle "fabbriche dell'agricoltura" trasformando i latifondi in centri agricoli e ordinando che i prodotti fossero oggetto di scambio durante le più importanti fiere.


Emilia Fumato




Tutte le masserie hanno come elemento comune la corte interna o atrio; il piano terra era destinato perlopiù all'attività agricola, all'allevamento del bestiame e al deposito degli attrezzi lavorativi, al piano superiore si trovava l'abitazione dei proprietari. Spesso vi era una cappella utilizzata come luogo di sepoltura o più semplicemente per ascoltare la santa Messa. Oggi la maggio parte delle masserie del nostro territorio si trova in una situazione di abbandono.






Cosimo Gravina




La parola deriva dal termine latino arcaico massa che vuol dire massa di pasta, lievito; questo termine era stato importato dal greco Maza, cioè massa di farina impastata, pane d'orzo. Nel latino classico è passato a significare riunione fino a quando si è giunti a blocco. Di qui massericae, cioè complesso di beni rustici. In età medievale si indicarono le terre oggetto di donazione anche in forma demaniale.


Stilyana Petkova




La storia delle masserie può essere ricostruita attraverso una serie di documenti, tra cui:



  • Catasti onciari, voluti da Carlo II di Borbone nel 1740; segnano il superamento della ingiusta ripartizione delle collette in quanto valuta i beni non per il loro valore capitale bensì in base alla loro rendita.

  • Catasti murattiani, introdotti dai Francesi nel 1809 e nei quali alla base delle imposte vi è il reddito fondiario.

  • Atti notarili, attraverso i quali possiamo seguire i passaggi di proprietà.

Sara Calentini